Monica Lozzi e il suo quinquennio alla guida del Municipio VII: il più popoloso – Prima Parte –

Monica Lozzi, classe ’72, laurea in Sociologia. Dal 1996 è assistente giudiziaria nel Tribunale Ordinario di Roma. Nel 2013 è Consigliera di opposizione del municipio VII col M5s. Dopo tre anni diventa Presidente del suddetto municipio. Nel 2020 lascia i Cinque stelle e fonda “REvoluzione Civica“, candidandosi a Sindaco nelle scorse amministrative, vinte da Roberto Gualtieri.

🎤Ho tante domande da porti: il tuo profilo politico è talmente interessante che merita di essere raccontato in un lungo viaggio di aneddoti. Ma partiamo dal dolorosissimo 3 ottobre: onestamente mi aspettavo un risultato diverso. Ti avrei voluta vedere seduta su uno degli scranni dell’aula Giulio Cesare, in Campidoglio. Fa specie, perché sei una persona preparata, che studia e poi, diciamolo, il tuo quinquennio da Presidente del Municipio più popoloso, ha visto risultati lodevoli. Ad oggi, dopo aver assorbito il colpo, che riflessioni ti senti di fare?
R: Roma non è ancora pronta per un progetto politico puramente civico, che approfondisce le tematiche della città, che mette in evidenza i problemi e cerca di proporre soluzioni concrete. A Roma, le elezioni sono mediatiche, in gara c’è solo chi ha più spazio nelle tv nazionali e nei grandi giornali, sicuramente, non le liste che portano idee e che non si identificano con il modo di fare politica dei partiti più rappresentativi oggi, presenti in Italia. Purtroppo, non basta aver governato bene, con risultati tangibili e visibili a tutti, perché Roma è una città immensa e se non si ha visibilità non c’è modo di far conoscere il lavoro svolto a tutti i cittadini.

🎤Il nostro blog è un contenitore che tiene conto soprattutto delle comunità territoriali, perché riteniamo che ai cittadini interessi parlare delle loro esigenze e non delle ciance da salotto, come spesso troviamo in altre piattaforme di informazione. Quindi, la nostra chiacchierata sarà incentrata sui temi. Un bilancio della tua consiliatura: quali sono le azioni di cui vai particolarmente fiera e di quali invece non sei riuscita a realizzare, per motivi di tempo, che ti premeva particolarmente?
R: Il bilancio della mia consiliatura è più che positivo perché, non solo abbiamo realizzato molte opere per il territorio, ma abbiamo dimostrato che, se si vuole, le cose si possono fare, nonostante le difficoltà oggettive che un’amministrazione complessa, come quella romana, comporta. Abbiamo portato avanti una battaglia molto importante nella lotta all’abusivismo edilizio e per la legalità, raggiungendo lo storico risultato della demolizione di 18 immobili appartenenti al clan Casamonica.
Sempre in tema legalità, abbiamo restituito alla fruizione dei cittadini due immobili confiscati alla mafia, trasformandoli in case di semiautomia, per vittime di discriminazione e violenza.
Ci siamo concentrati molto sul tema della sicurezza stradale, realizzando molti chilometri di piste ciclabili in sede protetta, attraversamenti rialzati e incroci rialzati in prossimità delle scuole, zone 30 e nuove pedonalizzazioni, come quella di via Flavio Stilicone, che hanno trasformato un’area degradata, in uno spazio di socialità per i cittadini del tuscolano. Abbiamo realizzato nuove piazze, nei quartieri più periferici del municipio, dove è stato possibile organizzare eventi culturali e sportivi, cosa impossibile da fare prima dei nostri interventi di riqualificazione. Abbiamo completato la riqualificazione del teatro di villa Lazzaroni e iniziato la riqualificazione del teatro ‘900 all’interno dell’ex Istituto Luce, oggi sede del municipio VII. Abbiamo riqualificato tre mercati, creando al loro interno spazi ludico-culturali, realizzato 7 nuove aree ludiche con parchi giochi, campetti polivalenti, illuminazione e videosorveglianza.
In tema ecologico e ambientale, siamo riusciti a piantumare 700 nuove alberature, a realizzare una compostiera di comunità all’interno di una nostra scuola. E tantissime altre cose che non sto qui ad elencare. Il rammarico più grande è stato lasciare in eredità, all’attuale giunta, 50 milioni di nuove opere già progettate e finanziate che potevano essere realizzate solamente dando seguito all’iter amministrativo mancante e che oggi sono ferme e non so se mai saranno realizzate.

🎤 Osservando il tuo profilo, mi colpisce l’immagine di copertina con i tuoi assessori del periodo della tua consiliatura (2016-21), Siete stati una squadra unita e si percepisce anche dai vostri sorrisi. Ecco, ti chiedo di descrivere di uno per uno, le loro caratteristiche e associare, ad ognuno, un aggettivo finale. Vai…
R: Roma non si governa da soli, una squadra affiatata e competente è fondamentale per ottenere dei risultati. Colgo l’occasione per ringraziare ognuno di loro, per l’immenso lavoro portato avanti con passione e professionalità. Partendo da sinistra verso destra, c’è Piero Accoto (assessore alle attività produttive), grande capacità di ascolto dei cittadini e lavoratore instancabile; Giuseppe Commisso (vice presidente nonché assessore al bilancio e al personale) è riuscito da subito a comprendere il modo migliore per mettere a frutto, nel modo più efficiente, le esigue risorse del municipio ed è riuscito a motivare al massimo il personale, così da renderlo nostro alleato nel raggiungimento degli obiettivi, lo definirei competente e caparbio, il nostro asso nella manica; Cristina Leo (assessora alle politiche sociali e pari opportunità), affabile, gentile, sempre a disposizione dei più fragili, capace di ottenere il massimo risultato, sempre con il sorriso sulla bocca; Elena de Santis (assessora alla scuola e alle politiche giovanili) incredibile conoscenza delle materie di sua competenza, ha messo grande passione in tutto ciò che ha fatto, senza risparmiarsi mai; Salvatore Vivace (assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica) un vero caterpillar, lo abbiamo soprannominato “detto-fatto” per la sua grande capacità di realizzare anche i progetti più complicati in tempi molto rapidi e in modo innovativo; e, infine, Salvatore Basile (assessore all’ambiente), un passionario, che ha messo tutta la sua competenza e voglia di fare per rendere il nostro municipio più accogliente, decoroso e verde.

Squadra della Giunta 2016-2021 del VII Municipio – Roma

🎤 Lo dicevo che era un viaggio affascinante intervistarti: perché sono convinta della tua preparazione e concordo con te del fatto che le liste civiche indipendenti, come REvoluzione Civica, abbiano vita difficile in grandi città come Roma. Dove, effettivamente, la visibilità che danno i media ,ai Partiti maggiori, rappresenta un gap per quelle liste di territorio che sono un presidio fondamentale, per le comunità in prossimità agli enti locali e municipali. L’assessora Cristina Leo è stata innovativa e ha dato il cuore nella sua missione, una grande donna che combatte per le sue battaglie lgbt. Presto farò due chiacchiere anche con lei!!! E ti anticipo inoltre che, se accetterà di farsi intervistare da noi, parlerò direttamente al diretto interessato, l’attuale Presidente, delle opere ferme, chiedendogli quando lui le sbloccherà. A proposito di Francesco Laddaga, so che ad inizio della sua consiliatura ha voluto incontrare te e i tuoi assessori, è stato un gesto di apertura dal mio punto di vista. Di cosa avete parlato: se si può sapere, ovviamente?
R: L’incontro con l’attuale presidente e la sua giunta è stato un semplice passaggio di consegne. I miei assessori ed io abbiamo detto loro lo stato di tutti i progetti in itinere, abbiamo soprattutto parlato di quelli già progettati e finanziati, pronti per essere banditi e realizzati. E’ stato un incontro cordiale, alla fine del quale, mi sono messa a disposizione, per qualsiasi cosa potesse essere utile al territorio. Da quel giorno, non ci siamo più né visti né sentiti.

🎤 Generalmente quando preparo un dialogo, comincio a studiare la materia che voglio approfondire e, per farlo, vado a ricercarne la genesi. Nel 2016 sei stata eletta Presidente di Municipio, ottenendo quasi il 65%: “Il cambiamento non sarà facile” – dicesti – e, da persona pragmatica, hai aggiunto che non avresti fatto promesse. Ma, parlando con il cuore alla tua comunità, in un post sul tuo profilo social, scrivesti ciò: “Darò il massimo per questo municipio e se sarete con me, io sarò con voi ed insieme cambieremo il volto del municipio VII.” Ci sei riuscita e i risultati sono visibili ma, la mia domanda, è più emozionale: ad oggi, quanto ti intenerisce rileggere quelle parole così semplici e non da politico di professione?
R: Sono da sempre stata un politico anomalo, fuori contesto. Ho sempre creduto che, compito della politica, fosse quello di migliorare la vita delle persone, cercando di dare il massimo delle proprie capacità, per ottenere questo obiettivo. Come ho sempre pensato e detto, bisogna metterci “Testa e Cuore” per fare bene il proprio lavoro. Su questo, né io né la mia squadra, ci siamo mai risparmiati.
Le parole che dissi, all’inizio della consiliatura nel 2016, le ripeterei oggi, dopo cinque anni di governo del municipio, ancora più forte, perché si sono rivelate vere nella loro semplicità. Tutto quello che siamo riusciti a fare, è perché abbiamo lavorato duramente, come una squadra molto affiatata e parte integrante e fondamentale di questa squadra, sono stati proprio i cittadini che hanno creduto in noi e ci hanno sostenuto fino alla fine.

🎤La finalità della chiacchierata in corso non vuole essere in toni polemici con nessuno, perché ritengo che chi, come te, vanta un operato ad alti livelli nel tuo territorio, un’amministrazione competitiva non ha bisogno di guardare gli altri. Quindi, ti faccio una domanda più interiore: il M5s ha mosso coscienze e ha reso possibile che le intelligenze collettive potessero essere espressione di una rivoluzione culturale, che il Paese necessita. È nato soprattutto per dare risposte che i Partiti non sono stati in grado di compiere nel corso degli anni, a partire dalla Caduta del Muro di Berlino. Quello che ti chiedo, al di là, cosa hai imparato dal movimento da attivista e portavoce poi, raccontaci?
R: Mi sono avvicinata al M5S proprio perché credevo che un altro modo di fare politica fosse possibile. Dove il cittadino e il suo benessere fosse messo al centro dell’attività politica. E così è stato, almeno all’inizio. Ho incontrato, in oltre dieci anni di attivismo nel movimento, tantissime persone in gamba, capaci e piene di voglia di fare ma, purtroppo, negli anni, è stato dato più spazio ai “famosi” penalizzando i più capaci. E, spesso, i più famosi si sono rivelati anche i più inadeguati, a portare avanti i veri principi del M5S. Mi auguro che Giuseppe Conte, persona che stimo, possa in qualche modo ridare vita ad un movimento che, per molti, ha rappresentato una speranza di cambiamento.

Monica Lozzi, Presidente del VII Municipio (2016-2021) – Roma

🎤 Alla prima seduta del Consiglio, nella mitica Sala Salvador Allende, gremita di persone, hai fatto un discorso che ha toccato temi vicini ai cittadini e soprattutto di legalità: “Mafia Capitale si combatte anche portando i cittadini nella macchina amministrativa” – Continuando – “La verifica degli atti compiuti della classe politica, è la prima forma per contrastare fenomeni di corruzione e clientelismo”. Parole che hanno avuto un seguito, nei fatti. Facciamo un giochino: se volessimo definire la tua soddisfazione di aver tenuto la schiena dritta; trasparente come un palazzo di vetro, l’operato nel tuo quinquennio, che colore avrebbe, il traguardo da te raggiunto, in tal senso?
R: Un bellissimo colore “verde”, il verde della speranza, che si possa continuare sulla strada da noi avviata. La trasparenza e la legalità erano due punti fondamentali del nostro programma, sui quali ci siamo impegnati molto. Non solo abbiamo reso pubblici tutti gli atti politici, inclusi quelli di Giunta fino ad allora non pubblici, affinché i cittadini potessero seguire la nostra attività, passo dopo passo; abbiamo anche approvato un regolamento sulla partecipazione, che ha permesso al territorio di decidere quali opere volessero fossero realizzate prioritariamente e, molte di quest,e sono state poi realmente portate a compimento. Abbiamo dato seguito alle segnalazioni fatte sulla mala gestione del verde pubblico, denunciando i giardinieri che, in orario di lavoro, svolgevano attività private, piuttosto che fare il lavoro per cui erano pagati. Denuncia che ha portato al licenziamento di dieci di loro. Abbiamo lavorato per reprimere il fenomeno dell’abusivismo edilizio, non solo quello delle famiglie malavitose. Abbiamo cercato di essere il più presente possibile e dare ascolto e risposte alla cittadinanza. Abbiamo fatto molto ma, sicuramente, c’è ancora molto da fare.

🎤 La tua pagina Facebook ha quasi 50 mila follower, che per un Presidente di Municipio ha un bel seguito. Ti occupi personalmente del tuo profilo professionale, o ti fai aiutare da un social media manager?
R: Durante i cinque anni di consiliatura, la pagina è stata gestita con la collaborazione di tutta la squadra. In particolare, il salto di qualità nella comunicazione, è stato fatto grazie ad una collaboratrice del mio staff, Mariangela, che ringrazio con tutto il cuore per la sua dedizione.

🎤 Perché la comunicazione funzioni nell’ambito politico, deve agire…
R: Secondo me, la comunicazione deve essere chiara, semplice e diretta. Soprattutto deve raccontare la verità. Noi abbiamo puntato tutta la nostra comunicazione sul raccontare le “cose fatte” e non quelle che avremmo voluto fare o quelle che abbiamo programmato di fare. Solo quelle realizzate e visibili a tutti.

🎤 Prima di parlare della Torre del Fiscale in termini politici e di urbanistica, vale la pena fare alcuni accenni storici per avere un quadro di quell’area:
“La torre del fiscale è stato il primo Acquedotto di Roma costruito dopo la caduta dell’Impero Romano. Fu edificato tra il XII e il XIII secolo ed è un monumento che ancora oggi, tra le torri e il casale, viene meglio conservato nella cornice dell’agro romano .A cavallo tra il ’60 e il ’70 Tor Fiscale subisce l’abusivismo delle baraccopoli dell’acquedotto Felice; nell’area che comprende i quartieri Appio Claudio, San Giovanni e Cinecittà. Con 650 famiglie provenienti dal meridione in cerca di fortuna, creandosi così una comunità ai margini della società. Nel 1969 una baracca fu acquistata da una prostituta che la istituì col nome ” scuola 725″, detta anche “scuola del riscatto” all’interno della quale i ragazzi potessero imparare la cultura tramite esempi come “Gandhi” e “Malcom X”, emblemi di quel periodo. Nel “73 cominciano gli sgomberi.”

Ho voluto raccontare questo aneddoto per sottolineare come spesso, il degrado sociale, sia in connubio con la voglia di rimettersi in gioco attraverso la cultura e il riscatto umano. Ma torniamo alla domanda che voglio porti: nel 2016 sono stati sbloccati i fondi per una strada di Tor Fiscale che collegasse via di Torre Branca e Via di Grotta Ferrata per raggiungere Via Arco di Travertino: raccontaci i passaggi, se vuoi, anche per far comprendere alla comunità le dinamiche di un’amministrazione come la tua di grande qualità.
R: Il collegamento via di Torre Branca/via di Grottaferrata è un tratto di strada strategico, per tutta la viabilità del quartiere di Tor Fiscale. In un confronto con gli uffici, siamo riusciti a capire che il progetto si era impantanato per questioni burocratiche e amministrative e, quindi, abbiamo sollecitato la sua ripresa, con una atto di Giunta, ritenendolo un obiettivo importante per il nostro municipio.

Torre Del Fiscale , VII Municipio – Roma

🎤 Tra l’altro, come Direttiva di Giunta, se non erro, avete anche chiesto un bando alla Direzione tecnica: “Una procedura pubblica per affidare la realizzazione del collegamento tra via di Torre Branca e Via Demetriade attesa da tempo” – Dicesti – e continuando “Quest’opera era prevista nel 2008 ed aveva gli stanziamenti, quello che è successo è che il patto di stabilità li aveva congelati, ma ora sono stati sbloccati. Parliamo di una somma ingente, ovvero circa € 676 mila, parte dei quali, vale a dire €150 mila, sono già stati utilizzati per fare degli espropri”. Spero di essere stata precisa nell’informazione, correggimi in caso contrario, e tra l’altro in progetto c’era una pista ciclabile in una sede protetta.
Non vivendo nel VII Municipio, non sono ferrata del tuo territorio, quindi, ti chiedo a che punto siamo?R: Le questioni legate al perfezionamento degli espropri ha rallentato di molto la realizzazione di quel progetto e, con mio grande rammarico, non sono riuscita a vedere l’inizio dei lavori prima della fine del mio mandato. Quando abbiamo lasciato il Municipio, mancava solo lo sminamento dell’area, per poter poi dare avvio ai lavori, mi auguro si sia proceduto in tal senso.

🎤 Ultima riflessione sulla questione “Tor Fiscale”: Nella seduta n°10 della giunta del neo presidente Francesco Laddaga, si è ripreso il discorso di quell’area. Ora, non sono un urbanista e, tecnicamente, non mi addentro nello specifico. Detto questo, però, tenendo conto del Museo naturalistico e paesaggistico che rappresenta “La torre del Fiscale”, andando indietro e documentandomi, ho visto che la situazione è davvero annosa, sono passate diverse consiliature che ne hanno trattato, ma mai si è andati a dama sugli obiettivi prefissati. Capisco la burocrazia e l’area in sé, ma è possibile che solo in Italia si blocchino le opere?! Non è certo colpa del municipio, sia chiaro, mi riferisco ai troppi e alle troppe competenze che si rimpallano. Dice Gualtieri, che il decentramento amministrativo è nella sua agenda. Speriamo non sia solo sulla carta, come è accaduto con La sindaca Virginia Raggi, prima di lui. Ci auguriamo che, questa amministrazione, insieme alle competenze che ne conseguono, riesca a muoversi e portare avanti le iniziative da te avviate e che Laddaga sia corretto, nel riconoscere i meriti del tuo buon governo; anche per dare esempio della buona politica, alla comunità del municipio VII, al di là delle idee di parte.
R: Come da te affermato, l’area di Tor Fiscale è un’area di pregio dal punto di vista archeologico, storico e paesaggistico. In quella zona, insistono da decenni insediamenti abusivi, nati spontaneamente e mai perseguiti dall’amministrazione anche perché, in alcuni, casi si parla di un abusivismo derivante da una necessità abitativa. Già nella consiliatura precedente alla nostra, era stato attivato, proprio a cura dell’allora Municipio IX, oggi VII, lo strumento urbanistico del Print, per andare a riqualificare e valorizzare l’intera area. Il progetto del Print di Tor Fiscale è ormai fermo da anni, presso gli uffici del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica del Comune di Roma. Durante la nostra consiliatura, erano stati fatti passi avanti, in stretta collaborazione con gli uffici centrali, ma il progetto si è poi nuovamente arenato. Purtroppo, lo strumento urbanistico del Print, si è rivelato in molti contesti romani, vedi il Print di Pietralata, non funzionale e non sufficientemente snello, a risolvere i problemi urbanistici della capitale.

Estratto Verbale di Giunta del VII Municipio – Seduta del 16 marzo 2022

🎤 Tra gli obiettivi dei primi 100 giorni, c’era la questione degli ambulanti in via Tuscolana. Effettivamente era un problema, vedere le strade piene di bancarelle. Non solo perché gli ambulanti sono diretti concorrenti “sleali” degli esercenti limitrofi, ma non si poteva passare sui marciapiedi: per le mamme con le carrozzine e per i disabili. Inizialmente l’intesa tra il Municipio e Comune non c’è stata. Ci sono voluti due anni perché la delocalizzazione avvenisse, cosa è successo esattamente tra voi e il Campidoglio?
R: La delocalizzazione degli ambulanti di via Tuscolana è stato un risultato storico, ottenuto dalla nostra amministrazione, che ha permesso di restituire ai cittadini la piena fruibilità di una delle arterie commerciali più importanti di Roma. Non c’è stato disaccordo con il Comune, sul percorso di delocalizzazione, ma abbiamo dovuto attendere i tempi burocratici, per l’approvazione di alcuni atti comunali che consentissero al Municipio di avere la competenza su tale attività. Inoltre, dovendo salvaguardare anche il diritto al lavoro degli ambulanti regolari, abbiamo dovuto individuare le aree idonee in cui spostare quelle attività ed infine approvare gli atti municipali necessari per rendere esecutiva la delocalizzazione.

🎤 “La presenza degli ambulanti è il vero tema, perché quella degli abusivi è molto marginale, su sedici postazioni però, le autorizzazioni che sono state rilasciate dal municipio sono 3 e le altre sono state ottenute dal dipartimento” – Tue sono le parole – Da quel che so: in quel periodo serviva un’ordinanza della sindaca Raggi, perché gli ambulanti non potessero sostare in via Tuscolana. Perché tardò il provvedimento?
R: Come detto in precedenza, sono state necessarie delle modifiche da parte dell’Assemblea Capitolina, al regolamento del commercio su aree pubbliche. Una volta completato questo passaggio e approvati i nostri atti, abbiamo dovuto attendere le determine del dipartimento commercio per lo spostamento delle postazioni a rotazione, visto che il Municipio aveva competenza solo sulle postazioni fisse.

🎤 Finalmente, il 15 Gennaio del 2018 si è attuato il trasferimento di 15 operatori, da via Tuscolana a via Tito Labieno e 6 a Largo Giulio Capitolino, non senza polemiche. Si sa, il cambiamento è sempre duro da digerire: ma raccontaci tu la situazione e le varie dinamiche di quel periodo.
R: Inizialmente, nessuno avrebbe mai immaginato che la nostra amministrazione sarebbe riuscita in questa impresa; anche gli stessi ambulanti pensavano che il Municipio non sarebbe mai riuscito a spostarli da quella via, nonostante non fosse idonea ad ospitare quel tipo di attività. Questa convinzione, da parte degli operatori, non ha agevolato lo spostamento, perché hanno provato in ogni modo a far desistere l’amministrazione, anche con manifestazioni abbastanza animate. Ma, fortunatamente, una volta compreso il fatto che saremo andati avanti, anche perché, punto focale del nostro programma elettorale, dopo una serie di incontri e valutazioni congiunte, sui nuovi luoghi dove posizionare gli operatori, siamo riusciti nell’intento.

Delocalizzazione ambulanti, per riqualificazione strade – VII Municipio, Roma

🎤 Il 15 febbraio del 2016, in zona Morena c’è stata un esondazione causando l’ostruzione del fosso di Sant’Andrea per via di un pericolante ponticello che lo attraversa.
“Per i non residenti di Morena: Via Spadola è una stradina privata che si trova a pochi centinaia di metri dalla Consolare che attraversa il fosso di Sant’Andrea, i cui argini sono stretti. Questo solco è imprigionato in un perimetro di palazzi e contenere l’acqua piovana resta impresa quanto mai ostica. È una zona tra vigneti e qualche abitazione, fra via Tuscolana e Casal Morena.” (Sono lunga con le premesse e spiegazioni perché chi ci legge deve avere chiaro il quadro, i territori sono ampi e complessi e bisogna essere precisi.)

Il 9 Novembre del 2016: arrivati voi avete bonificato l’area. In quattro e quattr’otto, con il vostro Assessore ai lavori pubblici Salvatore Vivace, dopo un sopralluogo il sabato sera. La mattina seguente con le ditte, chiamate dall’ufficio tecnico e con il supporto della polizia locale, avete evitato altri danni da un altro possibile allagamento. Il problema, però, non è l’emergenza, ma trovare le competenze che se ne occupino ordinariamente. Ad oggi quella situazione è migliorata?
R: Purtroppo, il problema degli allagamenti, che affligge quella zona, non è di facile soluzione per la molteplicità di competenze in capo a vari Enti e, soprattutto, visto l’interessamento di aree appartenenti a Comuni differenti. La regolare pulizia dell’alveo e delle sponde ha in parte migliorato la situazione, ma le edificazioni massive e le deviazioni e coperture del fosso, conseguenti a queste, hanno reso il terreno meno permeabile, accentuando il fenomeno degli allagamenti. Come amministrazione, abbiamo posto particolare attenzione alla problematica, attivando anche vari tavoli di lavoro con Città Metropolitana e Regione Lazio, mettendoci a disposizione come Municipio, per collaborare anche economicamente, per la realizzazione di opere di mitigazione del rischio idrogeologico.

Esondazione zona Morena e ostruzione fosso di Sant’Andrea

🎤 Ci sono zone, con aree verdi, che non sono in capo al municipio e né al dipartimento: come la zona di Gregna; eppure voi, quando c’eravate, in periodo estivo, siete intervenuti bonificando, con mezzi veloci, quelle aree, per prevenire incendi. Ecco, perché il Dipartimento competente o il Comune non hanno pensato di assegnare ad alcuni uffici queste responsabilità così importanti, per salvaguardare l’ambiente?
R: Sono tantissime le aree verdi del Comune di Roma non assegnate, per la manutenzione, ad alcun ufficio e lasciate in stato di abbandono. Perché il Comune non abbia ancora proceduto alla loro mappatura e assegnazione al Dipartimento o al Municipio, per la loro pulizia, non ci è dato sapere.
Ma piuttosto che innescare una battaglia infinita di rimpallo di competenze, abbiamo preferito predisporre un bando per la manutenzione delle aree verdi in carico al Municipio, che ci desse la possibilità di intervenire anche quelle aree.

Bonifica Zona di Gregna

🎤 Via Fosso di S.Andrea: incrocio pericoloso per i pedoni che si dirigono in piazza, in chiesa e a scuola. Ad un certo punto si vede, grazie a voi, una sacrosanta opera urbanistica di recupero dell’area. Ma dicci tu…
R: Il tema della sicurezza stradale è stato un punto cardine della nostra attività politica. Abbiamo iniziato col mettere in sicurezza gli attraversamenti e gli incroci, in prossimità delle scuole più a rischio, per l’alta incidentalità stradale. La scuola di Centroni in via del Fosso di Sant’Andrea è una di queste. Ma siamo intervenuti in molte altre zone con attraversamenti o incroci rialzati, per limitare la velocità. Come, ad esempio, in via Biagio Petrocelli, via Fontanile Anagnino, Via Quarto Miglio, via Lucrezia Romana, Via Casale Agostinelli, piazza castrolibero, via Alessandro della Seta. Quando abbiamo lasciato il Municipio, l’appalto per la realizzazione di opere di dissuasione della velocità, era ancora operativo e spero che sia stato utilizzato al meglio.

Riqualificazione Via Fosso di S.Andrea

🎤 Nell’ascolto del Cdq e del centro anziani, riguardo la riqualifica del Mercato Centroni, nella riunione di giunta del 5/08/21, avete chiesto di mettere a bando i box e posti liberi dell’area. Come sta procedendo la situazione dal tuo Osservatorio, attualmente?
R: Noi abbiamo cercato di ascoltare le istanze dei cittadini ed avviare il percorso amministrativo, per poter far ripartire l’attività mercatale in quella piazza. Sinceramente, non so come stanno procedendo nel percorso da noi avviato.

📌 Glielo chiederemo, visto che, avendo contatti con l’attuale amministrazione, sarà nostra premura tenere informata la comunità, soprattutto perché il nostro obiettivo è quello di rendere le istituzioni trasparenti come un palazzo di vetro, attraverso i nostri organi informativi.

Riqualifica Mercato Centroni, con la partecipazione della cittadinanza

🎤Nel 2020 avete ripristinato un ufficio, se ho capito bene, “Società dei sottoservizi” che funge da osservatorio alle varie condizioni di strade che percorrono la vostra area e, grazie al quale, siete riusciti a rifare molti manti stradali del municipio, spiegaci meglio…
R: L’ufficio dedicato ai rapporti con le società dei sottoservizi e, cioè, quelle società che si occupano della rete idrica, elettrica, gas, fibra ecc., è servito per evitare che si accavallassero i lavori stradali del municipio, con quelli di queste società. E’ capitato spesso di assistere al rifacimento di una strada e, subito dopo, vedere il manto riaperto per la sistemazione o la realizzazione delle reti dei sottoservizi, ed è proprio per evitare questo e per ottimizzare al meglio l’attività di sistemazione delle strade del nostro municipio, che abbiamo creato questo ufficio di coordinamento.

[CONTINUA…]


Articolo di Paola Riccardi


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