Terracina: “radici” per non dimenticare

Libro_Le_radici_di_Terracina

Il 29 ottobre 2018 tre anni fa “il disastro di Terracina“, per non dimenticare.
Sono ormai passati tre anni da quel drammatico pomeriggio del 29 ottobre del 2018, giorno che rimase impresso nella memoria collettiva di tutti i terracinesi, e che fu riportato dai media e giornali nazionali.

Foto dal web di Terracina dopo l’uragano

Per la prima volta dalla fine del secondo conflitto mondiale, Terracina si ritrovò immersa nel disastro più totale: case distrutte, alberi caduti, automobili schiacciate, e un morto, e per un beffardo destino anche questa volta “il male” arrivò dal cielo, non sottoforma di bombardieri nordamericani come nel secondo conflitto Mondiale, ma come combinazione perfetta di fenomeni meteorologici straordinari e rari alle nostre latitudini, con raffiche di vento rettilinee (downburst) che molto probabilmente hanno superato i 120/140 km/h in base ai danni lineari registrati, constatati e ben documentati su tutta la vasta area urbana coinvolta.

Particolare di viale della Vittoria, Terracina 2018 – Foto dal web

Si può ipotizzare il percorso del “fenomeno“, che si è fatto largo dal mare abbattendo il muretto che divide il marciapiede dalla spiaggia. Poi ha incontrato piazzale Aldo Moro e ha preso a percorrere violentemente la zona che sta tra via Dante Alighieri e viale della Vittoria. Buttando giù ogni cosa, distruggendo edifici, alberi, automobili, facendo volare detriti, tegole e sassi. Purtroppo si registrò un decesso: un nostro concittadino Nunzio Cervoni perse la vita mentre si trovava in auto, una Smart, con il suo datore di lavoro quando la vettura è stata schiacciata da un albero all’incrocio fra il viale della Vittoria e via Manzoni; ci furono poi altre vittimecollaterali” nei giorni successivi: Giuseppina De Santis, l’85enne morta dopo alcuni giorni a causa di una caduta avvenuta nella casa di riposo dove alloggiava mentre il fenomeno atmosferico spazzava via porte e finestre e, infine, Serafino Pontillo, il volontario della Protezione civile stroncato da un infarto poco dopo aver smontato dal turno, oltre cento furono gli sfollati, e molti feriti per fortuna non gravi


Particolare auto schiacciata, Terracina 2018 (foto da Web)
Foto di Nunzio Cervoni, vittima diretta della tragedia, colpito da un pino mentre si trovava in auto.
( Foto da web )
Foto dal web dell’auto schiacciata dal pino secolare, Terracina 2018

L’intero viale della Vittoria, una delle strade principali della città, che sbocca direttamente sul mare fu totalmente devastato dalla caduta di decine di pini secolari di oltre sessant’anni, che si abbatterono sulle automobili e su case e attività distruggendo ogni cosa, stessa sorte toccò al parco Area Ghezzi, parco situato dietro Piazza Mazzini e il viale, i cui alberi furono spezzati come fuscelli, il fenomeno proseguì infine la sua corsa schiantandosi sulla parte alta di Terracina arrecando ingenti danni anche ad alcuni edifici storici come ad esempio Palazzo Braschi, che perse parte del tetto.

Successivamente ci furono non poche difficoltà nel ritorno alla vita normale, per via dell’immensità di detriti e del tempo non buono. Tanti i politici che fecero visita alla città, impegnandosi personalmente a trovare i fondi per la ricostruzione. Tra questi l’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini, la leader di Fratelli D’Italia Giorgia Meloni, Antonio Tajani di Forza Italia, e altri. Il Presidente Della Regione Lazio Nicola Zingaretti infine, dichiarò lo stato di calamità.

Matteo Salvini all’epoca dei fatti Ministro in visita a Terracina nei giorni successivi la tragedia. (Foto da web )

Terracina nonostante tutto si è subito risollevata e a poco più di cento giorni dai tragici eventi, vedeva già la ripiantumazione del viale della Vittoria, furono scelte le canfore per sostituire i pini caduti. Così commentò Nicola Procaccini, Sindaco di Terracina in quei giorni, riferendosi appunto alle nuove piante: “Sono stati i primi alberi piantati dopo la bomba atomica a Hiroshima, lo considero un buon auspicio”. 

L’anno seguente, nel 2019, fu inoltre presentato sempre il 29 Ottobre in occasione della ricorrenza dei tragici eventi, il libro “Le radici di Terracina”, pubblicato da Innuendo Editore, una raccolta di racconti sui tragici eventi a cui collaborarono ben 18 autori: i terracinesi Fabio Arduini, Marco Cipolla, Armando Cittarelli, Filomena Compagno, Valerio Golfieri, Angelo Marzullo, Giuseppe Moscarello, Giuseppe e Sara Pandozzi, Luigi Perroni, Stefano Pescosolido, Giuseppe Recchia; la romana Marika Campeti; la fondana Donatella Massarone; il siciliano Carmelo Palella; la sabaudiana Costantina Stocola e addirittura il norvegese Paul Hedlund. La prefazione è dell’eurodeputato Nicola Procaccini, Sindaco di Terracina al momento della tragedia; l’idea fu dello scrittore e attore terracinese Massimo Lerose, per raccontare la tragedia e per donare in beneficenza alle vittime della stessa il ricavato delle vendite.

Libro “Le radici di Terracina”, Innuendo Editore – Foto da web

I momenti tragici vissuti dalla nostra città furono devastanti sia fisicamente che psicologicamente e destinati a lasciare un segno indelebile ma, nonostante tutto, i Terracinesi, finalmente uniti per la prima volta e dimostrando forza d’animo e perseveranza, seppero ben rispondere al destino; con la schiena dritta e la buona volontà, Terracina neanche stavolta si è piegata

Articolo di Riccardo Esposito


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